L’arancina ha origini arabe?

Gli indizi storico-linguistici

Come per moltissime ricette secolari e tradizionali, le versioni riguardo la nascita dell’arancina siciliana sono diverse. La più gettonata è quella che vuole le arancine di origine araba, importante durante la dominazione della Sicilia nel medioevo da parte dei popoli d’oltremare.

La storia secondo la quale le arancine sarebbe di origine araba colloca la nascita della pietanza nel Medioevo. Tra il IV e il XI secolo, infatti, l’isola della Sicilia era dominata dagli arabi. Verso la fine della dominazione la gente locale avrebbe assimilato l’abitudine dei dominatori di fare delle palline di riso allo zafferano condite con carne (solitamente d’agnello) e solo in seguito friggerle con la panatura. Ad avallare questa versione è il nome che con cui la pietanza fritta è chiamata, arancina, appunto.

Nella lingua araba, infatti, ogni genere di polpetta è chiamata come un frutto che la ricorda. Il colore giallo-arancione di quelle palline di riso ha dato spunto per il nome naranji (dal persiano nāranğ), che in arabo indica l’arancia amara di cui la Sicilia è ricca. Questo fatto è stato sottolineato anche dal fisico e traduttore dall’arabo Giambonino da Cremona, nel suo Liber de ferculis et condimentis.
Alimentato anche dal colore dorato della panatura, il nome sarebbe entrato nel dialetto siciliano come ‘aranciu’, dando vita alle due versioni italiane ‘arancino’ e ‘arancina’.

Nel libro Gioie e misteri dello street food palermitano, lo storico Gaetano Basile sostiene che l’arancina ha preso piede nella gastronomia palermitana a partire dal ‘700. Questo quando era la specialità della casa di Palazzo Abatellis, che all’epoca era un convento di frati dominicani nel centro storico del capoluogo siciliano. Sempre secondo l’autore, la prova dell’origine araba dell’arancina l’avrebbe riscontrata durante un suo viaggio in Tunisia. In quell’occasione dei beduini gli offrirono delle palline di riso condite con carne e spezie. Il riso avanzato era fritto per poterlo trasportare nelle giornate di lavoro.

Origine araba dell’arancina: le controtesi

Non tutti danno per assodata la versione secondo cui le arancine sono arabe, e questo per una questione temporale. Se infatti la pietanza fosse nata sul finire del Medioevo, a stridere è il fatto che in Sicilia la si trova scritta nei vocabolari e nei ricettari solo dalla metà del ‘800 in poi.

Una delle prime attestazioni della parola ‘arancinu’ risale, infatti, al 1857, nel dizionario siciliano-italiano di Giuseppe Biundi, dove però era descritto come un cibo dolce dalla forma della ‘melarancia’. Per la riportazione del termine ‘arancino’ in riferimento a un cibo salato, bisogna invece aspettare il 1868 col Nuovo vocabolario siciliano-italiano, redatto da Antonino Trina.

La questione è, quindi, più nebulosa di quanto si possa pensare. Ma in fin dei conti nulla vieta di credere che gli arabi abbiano inventato e importato qualcosa di simile all’arancina, una sorta di suo antenato, e che poi la cucina siciliana abbia dato la sua impronta alla pietanza con le diverse farciture divenute tipiche nel tempo. Si potrebbe quindi dire che la Sicilia si sia ‘ispirata’ agli arabi, per creare qualcosa di nuovo e renderlo un proprio cibo tradizionale apprezzato in tutta la penisola italiana e non solo.